Costumi e accessori

La Raqs sharqui comprende vari stili, ognuno dei quali va interpretato con costumi ed accessori appropriati.

 

Raqs sharqui classica
Danza raffinata ed elegante, si danza con abiti composti da 2 pezzi (cintura e reggiseno) molto ricamati e decorati con paillettes e cristalli, adornati da lunghe frange di perline che accentuano i movimenti.
Completano l’abito la gonna, che può essere molto ampia o aderente, ed il velo, accessorio entrato in uso di questa danza proprio grazie a Samia Gamaal.
Attualmente la moda crea anche abiti interi, elegantemente decorati ed ampiamente utilizzati dalle danzatrici professioniste.

Raqs balady o danza del popolo
Vengono utilizzati pantaloni ampi, tuniche lunghe e coprenti, trattenute sui fianchi da cinture adorne di monetine, mentre il capo viene coperto da foulard o veli.
Spesso si danza con l’ausilio di un bastone (raqs assaya) per meglio interpretare lo stile saidi, tipico folklore del sud dell’Egitto, o della melaya, danza tipica di Alessandria d’Egitto, dove la danzatrice gioca con un mantello nero (la melaya, appunto) che fa parte dell’abito tradizionale, rispondendo al corteggiamento di un pretendente, tra timidezza e provocazione.

 

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Arabo-andaluso
A partire dal 711, anno in cui inizia l’occupazione della Spagna del sud ad opera degli arabi, la penisola iberica chiamata Andalusia divenne esempio unico di tolleranza, scambio e convivenza tra le culture mussulmana, ebraica e cristiana, creando una fusione che abbraccia molteplici ambiti, da quello architettonico a quello scientifico, fino all’arte musicale.

 

Accessori
Spesso la danzatrice si accompagna con strumenti musicali, come i cimbali (sagat), sorta di piattini di metalli, posizionati al dito pollice e medio di ambo le mani, ed il tamburello.

Un discorso a parte merita il candelabro (shamadan) che vede la sua origine nel matrimonio dell’antico Egitto, dove la danzatrice precedeva il corteo nuziale con un candelabro acceso tenuto in equilibrio sulla testa, per illuminare il cammino dei futuri sposi.

La spada, altro accessorio usato nella danza mediorientale, veniva utilizzata dalle danzatrici-schiave degli harem, dove, durante gli spettacoli, usavano afferrare la spada dei guardiani presenti e la sistemavano in equilibrio sulla testa; continuando a danzare, esprimevano il concetto “tu controlli la mia vita, ma non la mia anima”.

Spesso la danzatrice si accompagna con strumenti musicali, come i cimbali (sagat), sorta di piattini di metalli, posizionati al dito pollice e medio di ambo le mani, ed il tamburello.

Un discorso a parte merita il candelabro (shamradan) che vede la sua origine nel matrimonio dell’antico Egitto, dove la danzatrice precedeva il corteo nuziale con un candelabro acceso tenuto in equilibrio sulla testa, per illuminare il cammino dei futuri sposi.

La spada, altro accessorio usato nella danza mediorientale, veniva utilizzata dalle danzatrici-schiave degli harem, dove, durante gli spettacoli, usavano afferrare la spada dei guardiani presenti e la sistemavano in equilibrio sulla testa; continuando a danzare, esprimevano il concetto “tu controlli la mia vita, ma non la mia anima”.

 

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