Pensieri sulla danza orientale

“Nella città di Marrakesh si incontravano miti e leggende dei neri e dei bianchi, le lingue si mescolavano e le religioni si scontravano, mettendo alla prova la loro permanenza contro il silenzio delle sabbie danzanti.

…I viaggiatori riferivano che, quando la diversità delle lingue non permetteva la comunicazione, a Marrakesh la gente danzava.
Mi piaceva l’idea di una città dove le danze prendessero il posto delle parole ogni qualvolta queste fallivano nel creare legami.”
(tratto da “La terrazza proibita” di Fatima Merissi)

“Davanti allo spettacolo di un corpo che si muove a ritmo, si rimane sedotti e affascinati. E’ la vita che racconta se stessa attraverso immagini di donne molto diverse tra loro, accomunate dalla passione per la Danza Orientale, madre di tutte le danze.”

“La Danza Orientale è un’arte, e come tale necessita di tre cose: la teoria, la tecnica ed il cuore, ma senza quest’ultimo non può esistere” (Nelly Mazloum)